Critiche Biografiche

L’ARTE “DAL” CUORE…

…E della “forza dei sentimenti”

Pop-Art? Transavanguardia? Eclettismo? Difficile, anzi impossibile dare un’etichetta all’arte di Ivana Castelliti. Un’arte che viene dall’anima, dal cuore… da quei sentimenti profondi che si possono leggere sulle sue tele e che l’artista compone con lo scopo primario di trasmettere le sue sensazioni e le sue emozioni ad uno spettatore che non può non rimanere stupefatto. Elargisce gioia e dispensa felicità senza porsi limiti di nessun genere. Un’arte, questa della Castelliti, che è sintesi di tutte le correnti del ‘900 e non solo. Alcune opere o dettagli o tecniche affondano le radici nelle prime pitture rupestri passando, via via, per Giotto, il Rinascimento, i Pre-Raffaelliti, il Romanticismo e quanto ognuno di noi possa immaginare ponendosi a scrutare a fondo queste tele che ridestano sentimenti nascosti o, financo, perduti.

Un’arte che trova le sue radici più intime nella natura, “(ri)assemblata” con tecniche miste per donare all’osservatore quello sguardo privilegiato che solo gli “dei” sanno evocare. E come apostoli, pronti a recepire la lezione, ci si pone davanti a queste tele che parlano di amore, di pace, di racconti fiabeschi e delle radici della vita stessa. Una vita che scorre placida e impetuosa come nel volger dei tempi. Opere che parlano di passioni, di intimità ma anche di quotidiano e di quelle zone “pubbliche” che ci affrancano da ogni retaggio e ci fanno vedere più mondi possibili. E questa grande capacità della Castelliti di “mostrare” il mondo da più angolazioni è una qualità immensa, straordinaria, unica, tesa a far vedere allo spettatore cose che normalmente non vedrebbe con occhi desueti a ciò. Un’artista che indaga in quelle zone d’ombra che fanno parte della vita di tutti i giorni e che vengono, ora, disgelate in questo gioco di colori e di forme che ognuno conosce ma che assumono altre (ed alte) valenze su queste tele che si animano come se fossero mosse da marosi inviati da Poseidone in persona. E pensiamo a “Le meraviglie del mare” che ci mostra un mondo “nuovo” senza tensioni e senza ledere alcuno. Un’opera che fa sognare nella sua ludica semplicità di arte “per gli altri”. Opere che hanno un’energia incredibile e tendono a mettere in sintonia osmotica con il mondo: “Onde Spaziali e… Onde Temporali” ci ridesta dal torpore dell’inverno gelido della mente obnubilata da pensieri impuri; un’opera “forte” ed intensa che trasmette in maniera diretta un’energia perduta nei meandri della mente; una forza senza freni inibitori che “scalcia” possente per “vedere la luce” e “farla vedere”. Quella luce che in “Terra e Sole…” va alla fonte dell’energia stessa: energia che permette a noi di “essere”, di pensare, di credere e di non essere frammenti di vita perduti nell’aere…

Questi sono solo esempi di come le opere di Ivana Castelliti creano un “nuovo mondo” che non esita a farsi conoscere. Un mondo perduto ricco di vita in ogni sua particella. La/e materia/e che l’artista pone sulle tele sono le più disparate. Quelle canoniche ma anche oggetti del quotidiano che qui assumono valenza di altro tipo. Un’arte che non pone limiti alla sua struttura complessa nella sua semplicità. E per questo capace di arrivare a tutti. Ed è questa la forza maggiore sprigionata da tele una volta inermi ed ora attive e pulsanti in ogni parte. Potere dei sentimenti e dell’amore evocati di continuo in un gioco allegro e positivo quasi impossibile da trovare. Un atteggiamento mentale, quello dell’artista, che si ritrova nella sue “affermazioni” pittoriche che viste da ogni prospettiva assumono infinite possibilità. Lo spazio/tempo non esiste più. Si fluttua in un’esistenza al di fuori dei confini conosciuti. Spazi bianchi e ipercromatici che aspettano solo di essere “visti” e “catturati” dall’osservatore. E noi, spettatori, siamo avidi e non possiamo che bearci di tanta ricchezza. Poter vedere il mondo senza confini e senza limitazioni. Questo è quello che ci regala Ivana Castelliti. Un mondo dove non si deve aver paura di esprimersi e di spaziare nelle galassie della nostra/vostra/loro anima…

                                                                              Uli Mayer


“Ivana Castelliti mi ha regalato il piacere di constatare che esiste ancora chi ha la forza di liberarsi dalle brutte illusioni che ogni giorno ci imprigionano e ridonare all’arte il suo significato più arcaico e profondo; ciò per cui in fondo è nata all’inizio dei tempi: quello di essere un incantesimo magico, capace di materializzare con la forza creatrice che risiede nella nostra anima divina, i nostri più profondi desideri. E i desideri di Ivana, come si evince dalle sue opere sono dei più puri e nobili e la vivacità dei colori che usa con entusiasmo ci mostrano che la sua fede è incrollabile e felice. Nelle sue tele non c’è spazio per alcun dubbio o paura, non c’è denuncia di alcun tipo perché lei ha capito bene qual’ è la ricetta segreta da usare affinché l’incantesimo si compia. E se tutti prendessero il suo esempio sono sicuro che presto si avrebbe un’umanità più gaia, capace di godersi di nuovo “il sole” tra “farfalle”, in un campo traboccante di “margherite colorate”.

Emilio Conciatori


Recensione dalla mostra Contemporanea nel Castello Estense a Ferrara:

Ivana Castelliti, pittrice spontanea, con ispirazioni dal paesaggio del Lago Maggiore, ferma sulle tele le atmosfere e le emozioni della sua anima in una dimensione personale e di piena soggettività.

I visitatori delle mostre la elogiano per lo splendore dei colori e delle composizioni, altri per certe sue elaborazioni simboliche. La sua scelta dei colori è curata in ogni dipinto e racchiude un piccolo mondo definito, che rivela le sensazioni dell’autore, le sue emozioni nell’abbandono di un incantevole momento creativo, che ci distolgono, per un attimo, dalla frenetica esistenza quotidiana.

Barbara Vincenzi


Dalla premiazione ArteStrona2010 a Biella:

Un gioioso tripudio di cromatismi brillanti, punteggiato da “contrappunti” materici di scarti e di oggetti, erompe sulle tele di Ivana Castelliti, evocando una sorta di esuberanza di vita, d’incanto giocondo, di freschezza e di grazia.

Gli elementi seriali – fiori, coccinelle, schegge luminescenti.. – sembrano alludere alla valenza numerica magico –  pitagorica, quale segreta armonia che regola il mondo, disvelando quel palpito vitale che l’intuito dell’artista è capace di avvertire, di ricreare e di destinare alla seduzione dell’altrui sguardo – percettivo e “mentale”.

Rossella Pesce


Recensione dalla mostra a Milano, nella Galleria d’Arte Modigliani:

Quando si parla d’Arte si parla anche di tendenze pittoriche come il Reale, il Surreale, l’Astratto e l’Informale. Oggi l’artista è libero di scrivere e di descrivere, narrare i propri viaggi, interpretare i materiali che ci offre la natura e soprattutto far nascere delle vere composizioni musicali, come un vero compositore e come il creatore di oggetti e soggetti pittorici.

Oggi si parla di Ivana Castelliti, artista originale che ci propone opere “brillanti” composte da materiali preziosi, quali perline, coralli, bottoni, polveri e colore.

Utilizzando il Collage per interpretare i suoi materiali, Ivana costruisce l’opera, che ha in sé diversi aggettivi: è opera poetica, musicale, bella e cromatica. Si tratta di composizioni impegnative che richiedono pazienza e precisione.

Osservandole sembra quasi di leggere uno spartito musicale: da una parte vedi un colore, poi ti metti dall’altra e ne vedi altri con altrettante sfumature; l’insieme crea l’opera, il suono, la poesia, il lavoro creativo dell’artista.

Oggi non è facile trovare ciò che chiamiamo il nuovo nell’Arte, però esiste sempre la libertà di esprimere le nostre emozioni attraverso le nostre ricerche, attraverso accostamenti di materiali molto diversi tra loro, attraverso le nostre interpretazioni.

Le sue opere hanno sempre qualcosa da dire.

Romano Pelati


Recensione dalla mostra di Berlino:

I suoi quadri sono flash back di emozioni vissute intensamente lungo i suoi viaggi che la portano lontano, sono una miscellanea di elementi che l’artista porta con sé, testimoni immobili ma che sembrano avere un’anima: raccontano di storie di vita vissuta intensamente, cogliendo l’attimo fuggente e l’anima delle cose.

Maria Teresa Prestigiacomo


Dal libro “Itinerari d’Arte Contemporanea Dalla crisi alla figurazione attraverso la Triennale di Roma 2011″ :

Le applicazioni dell’artista apposte sulla tela per accentuare lo splendore della surfaccia dipinta servono a riempire il grande vuoto dell’assenza figurativa. Molte sue opere i cui soggetti si  ispirano a forme organiche appaiono poetiche e suggestive.

                                                 Daniele Radini Tedeschi


Dal libro “L’esausta clessidra” e dal libro “D’Oro dell’Arte Contemporanea” :

Con le Avanguardie il concetto di figura, ma addirittura il concetto di Arte, si è trovato depauperato della sua ragion d’essere, ovvero la ricerca della verosimiglianza, tanto che le moderne correnti di maggior successo hanno basato la loro dottrina proprio sull’andar contro la Tradizione. Ivana Castelliti sembra invece dimorare nostalgica nell’Astrattismo, tanto da apporre una decorazione all’informale. Le applicazioni utilizzate per accentuare lo splendore della surfaccia dipinta, servono a riempire il grande vuoto dell’assenza figurativa, non a distruggerla. L’andamento lirico ed elegiaco del suo astrarre pertanto è più tradizionale di tanta modernità attuale. Molte sue opere i cui soggetti si ispirano a forme organiche appaiono poetiche e suggestive nella loro delicatezza.

                                                                         Daniele Radini Tedeschi


Dal libro “Concorso Internazionale d’Arte Contemporanea Coppa Margutta (14-30 Giugno 2011)” :

L’astazione studiata e compiuta dall’artista piemontese tende a trasformare l’assenza di forma in simbolo, creando così una duplice valenza peculiare dell’opera. L’uso di materiale brillante in forme libere è fusione alchemica della contemporaneità.

Daniele Radini Tedeschi


Dalla rivista d’Arte Boè di maggio – giugno 2011 Colori e Pensieri:

Il passato entra a pieno titolo nel presente dell’artista Ivana Castelliti, che dialoga con gli altri per valorizzare il senso del nostro vivere. Il quotidiano si nutre dei momenti passati, determinanti per sapere che abbiamo compiti alti da raggiungere: conoscenza, creazione, tecnica, professionalità sono tessere che composte determinano l’essenza del vivere umano. Nella sua opera, omaggio a “Napoleone Bonaparte”, Castelliti si avvale della mescolanza dei materiali per proporci un risultato brioso che celebra un trionfo, nonostante la caduta storica del soggetto raffigurato, che a guisa di modello impareggiabile, ha contribuito a far risplendere il lume della ragione.

Liliana Nobile


Recensione dalla mostra Arte in Passerella di Palermo:

Potremmo definire le opere pittoriche di Ivana Castelliti delle autentiche poesie visive in cui la ritmica è data dalla razionalità compositiva con la quale l’Artista decide di confrontarsi. Così che prendono vita opere informali arricchite alla volte da una figurazione che compare sotto forma di puzzle o come oggetto materico contemporaneo. La grande forza di Ivana sta nelle tematiche che di volta in volta decide di affrontare.  Chi si pone davanti ad una sua opera non può fare a meno di riflettere sul significato della stessa. L’Artista va oltre la banalità di una figurazione accademica fino a raggiungere gli universi concettuali che vagano nei meandri della psiche alla ricerca di quel tacitamente detto che urla di voler essere riportato alla luce.

Parigi e il suo romanticismo diventano molto spesso l’oggetto d’indagine di Ivana. Nascono così opere dedicate a Napoleone Bonaparte, Disneyland Paris, la Tour Eiffel e Parigi. Qui viene naturale il paragone con uno dei massimi esponenti del Nouveau Realisme, Fernandez Arman, ma a differenza dell’Artista amico di Pierre Restany, Ivana Castelliti abbandona l’accumulazione di oggetti per dare una diversa collocazione spaziale agli stessi e arricchirli attraverso una pittura informale che risiede nella sua anima.

Esperienze di vita che costituiscono delle vere e proprie narrazioni visive in grado di creare sulla tela un diario autobiografico. L’Artista rifiuta ogni scorciatoia intellettuale fino ad arrivare a realtà “altre” rispetto a quelle conosciute. Con l’Arte di Ivana Castelliti vince l’emozioni e finalmente il cosmo diventa un’entità tangibile.

Salvatore Russo


Conferimento di maestro d’Arte, Premio dei Normanni nella città di Monreale:

La sua presenza a questo importante evento dona lustro ai nostri intenti culturali. La tradizione artistica della nostra terra si arricchisce oggi di un ulteriore tassello artistico. Ci complimentiamo per il suo operato, per la particolare sensibilità compositiva manifestata.

L’Amministrazione

del Comune di Monreale


Dal Riconoscimento Artistico Culturale, della Biennale Internazionale l’Ercole di Brindisi:

La passione per la materia si plasma nella mente dell’artista Ivana Castelliti e la spinge a creare, a modellare secondo uno schema immaginario voluto dalla razionalità e dall’immaginazione dell’artista. La materia si svuota del suo abituale costume vestendo poeticamente l’abito che l’artista vede in lei. L’utilizzo dei colori naturali con l’introduzione di alcuni elementi materici rendono ancor più affascinante le opere dell’artista piemontese.

Forma e colore, tutto sembra raccontare una storia iniziata nell’immaginario impercettibile di Ivana Castelliti per poi giungere dall’opera allo sguardo meravigliato e spesso incantato dello spettatore. Il fondo spatolato con impasti spessi delineano un concetto spaziale utile all’artista per l’applicazione di più materiali diversi tra loro.

La filosofica poesia dell’artista si racchiude nell’opera stessa, frutto di una consapevole maestria nell’utilizzo di tecniche innovative e originali, scaturendo da un’anima desiderosa di sperimentare sempre nuove forme con nuovi oggetti, in bilico con l’espressionismo materico, dove ogni cosa diviene opera e la materia si plasma seguendo il fine ultimo del comunicare.

Giuseppe Maci


Dall’attestato di ammissione alla Biennale Internazionale di Palermo:

La sua presenza in occasione di questo importante evento consolida ancora una volta l’importanza del suo percorso stilistico nel palcoscenico artistico internazionale. Ci complimentiamo per il suo operato, per la particolare sensibilità compositiva manifestata. La scelta della sua opera per l’esposizione alla 1^ Biennale d’Arte Internazionale di Palermo comprova la stima e l’attenzione che rivolgiamo al suo prezioso operato artistico.

Paolo Levi


Dal conferimento del Premio Oscar per le arti visive a Montecarlo:

La trasformazione della realtà avviene con spontanea fusione dei rilievi cromatici espressivi.

Un percorso ritmico dei volumi le permette di evocare oggetti irreali e suggestivi, protagonisti inconsci della sua creatività.

Mariarosaria Belgiovine


Dal conferimento del Premio Mercurio d’Oro per l’Arte a Cesenatico:

Nelle sue opere si osserva uno spiccato coinvolgimento emotivo, dettato  dal suo linguaggio suggestivo e scenografico.

Il racconto visivo indugia fra le modulazioni progressive delle sue fasi ispirate, con la proiezione partecipativa dell’Artista nelle fasi ispirate, con la proiezione partecipativa dell’Artista nelle fasi di gestuale e materica creatività.

Mariarosaria Belgiovine


Dal conferimento del Premio Gondola per l’Arte a Venezia:

Suggestive formule materiche si innestano con la sobrietà e la stesura, dagli impatti monocromatici e materici.

Suggerimenti visivi diluiscono ogni tensione evocativa, con trepidanti applicazioni che rendono efficace la sua rivoluzione visiva..

Mariarosaria Belgiovine


Dal conferimento del Premio Art Collection a Cesenatico:

La trasformazione della materia in luminose polveri che raccontano la struggente armonia del creato, in chiave poetica.

Evoluzioni cromatiche seguono il percorso espressivo, equilibrando segni e simboli nella gioiosa purezza dell’espressione evocativa.

Mariarosaria Belgiovine


Dal conferimento del Premio Biennale Nobel dell’Arte a Montecarlo:

Il fascino dell’applicazione materica scompone spazi evocativi, confrontando emozioni e sensazioni appaganti.

Un temperamento pittorico incisivo le permette efficaci evoluzioni cromatiche, fruendo della sua ricerca stilistica significata dal percorso connettivo con l’interiorità.

Mariarosaria Belgiovine


Dal conferimento del Premio Biennale per le Arti visive Leone dei Dogi a Venezia:

La galassia cromatica delle sue opere dialoga con espressione convincente, modificando sensazioni ed emozioni di raffinata eleganza segnica.

Una gestualità dai ritmi materici, con transiti applicativi che rafforzano l’interiorità della sua essenza compositiva, connotata da enigmatiche valenze oculari.

Mariarosaria Belgiovine


Dal conferimento del Trofeo Artista dell’Anno 2013 a Cesenatico:

Colori che si intrecciano nell’alchimia del rituale cromatico, mentre diffondono le definizioni particolari della sua creatività.

L’applicazione materica crea un forte impatto visivo dal quale scaturisce la sua forza ispirata, trasformando con la sua segnica, ogni momento estratto dalla realtà.

Mariarosaria Belgiovine